14 Dicembre 2017
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Avvisi bonari " veloci"

L´Agenzia delle Entrate in questi giorni sta inviando un´ulteriore comunicazione ai contribuenti che già avevano ricevuto a luglio una lettera di invito alla compliance, che segnalava possibili anomalie nei versamenti dell´IVA dovuta in base alla comunicazione delle liquidazioni periodiche presentata per il primo trimestre 2017.
A differenza delle comunicazioni di luglio, per le quali era possibile avvalersi del ravvedimento operoso, quelle inviate in questi giorni, ai sensi dell´art. 54-bis del DPR 633/72, costituiscono una causa ostativa al ravvedimento, per cui la sanzione del 30% prevista per l´omesso o insufficiente versamento dell´imposta è ridotta non più al 3,75% ma al 10%.
Il fondamento normativo di tale procedura è da ricercarsi nell´art. 21-bis comma 5 del DL 78/2010, in base al quale, nel caso di comunicazione delle liquidazioni periodiche, si applica l´art. 54-bis comma 2-bis del DPR 633/72, indipendentemente dalle condizioni ivi previste.
Quindi, a prescindere da un pericolo per la riscossione (la condizione prevista dal citato art. 54-bis), l´Ufficio può provvedere, anche prima della presentazione della dichiarazione annuale, a controllare la tempestiva effettuazione dei versamenti dell´imposta.
E, se dai controlli automatici eseguiti, emerge un´imposta a debito non versato, l´Ufficio emette un avviso bonario che può essere regolarizzato, beneficiando della riduzione delle sanzioni a un terzo (10% invece del 30%), con il pagamento in un´unica soluzione entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione e impedisce di avvalersi del ravvedimento operoso con il quale si può sanare l´omesso versamento con la sanzione del 3,75% entro un anno.
L´importo dell´avviso bonario può essere anche rateizzato fino a un massimo di 20 rate trimestrali che si riducono a 8 se il debito è inferiore o uguale a 5.000 euro.
Le comunicazioni delle liquidazioni del 1° trimestre sono state inviate entro i primi giorni di giugno, e, a detta anche di qualche responsabile dei vari uffici, gli avvisi avrebbero comunque consentito il ravvedimento operoso con il pagamento della sanzione del 3,75% fino al termine per la presentazione della dichiarazione IVA.
Ma, ahimè, anche stavolta l´Agenzia è stata poco trasparente per usare un eufemismo, come tante altre volte è successo negli ultimi anni.
Molti di noi addetti ai lavori lo avevamo detto con largo anticipo che queste trasmissioni delle liquidazioni sarebbero servite all´Agenzia solo per anticipare l´emissione degli avvisi bonari e quindi per fare cassa in modo più sostanzioso e più veloce.
Altro che ravvedimento lungo che solo un anno fa, al momento della sua emanazione, fu sbandierato dal governo come un maggior favore per il contribuente e come l´inizio del cambiamento del rapporto fra agenzia e contribuenti.
Emilio dottor Tasca



Fonte: Studio CEDAT sas